UNA STRANA PRATICA DI FIDO…..
IN ATTESA DELLA COMMEMORAZIONE DEI DEFUNTI DI UNA TRENTINA D’ANNI FA
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Diversi anni fa fui mandato a sviluppare una nuova filiale della Banca Commerciale Italiana nel sandonatese (tratta Venezia-Trieste). Ci andai molto volentieri perché, oltre a concedermi un break dalle solite pratiche rispetto a quando mi trovavo nella Sede di Venezia-Mestre, avevo anche la possibilità di mettere a prova le mie potenzialità nel settore “produzione-sviluppo”, tra l’altro in una Filiale appena aperta. A dir il vero l’inizio non fu eccessivamente fortunato in quanto, inciampando in una buca, dovetti far ricorso, il giorno appresso, alle cure ospedaliere con tanto di “ingabbiatura” della gamba destra. Il seguito, abbastanza lungo, fu un calvario non solo per la difficoltà di spostarmi in macchina per trovare clienti, ma anche perché era stata compromessa in parte la facoltà di deambulazione; in ogni ufficio tra l’altro lasciavo tracce del mio passaggio in quanto il gesso evidenziava i miei spostamenti sulle varie moquettes… tant’è che i miei colleghi, scherzosamente, dicevano : “Qui è passato De Porti…”
Fra tutte queste cose di secondaria importanza, mi è rimasta impressa una pratica fido che, il Direttore di allora, concesse ad un impresa di fiori, fido di cui non ho mai capito la vera giustificazione, se non quella di un grande flop. E mi spiego.
Venne in banca un grossista di fiori a chiedere un fido di una trentina di milioni di lire. E fin qua non ci sarebbe nulla da dire ove i parametri per concedere detto fido fossero stati meno, ripeto meno, “sui generis”.
Eravamo prima della ricorrenza dei morti ed il potenziale cliente di impiego giustificò la richiesta dicendo che doveva comperare una partita di… crisantemi ad un prezzo di favore e che li avrebbe sicuramente venduti per il doppio in tutta la zona del sandonatese. Personalmente la giustificazione non mi convinse affatto, mentre al mio direttore sì. In cuor mio pensai : “ Ma che c…. di operazione è ? E se i fiori vanno a male in pochi giorni, a chi li vende ? E se quest’anno, la gente rimasta su questa terra, sentirà di meno la devozione presso i propri defunti ?".  Per non dilungarmi troppo, dico subito che la concessione di fido fu perfezionata…per fortuna in autonomia del direttore, mentre a me, per un po’ di tempo, anzi per un po’ di anni, non è rimasto altro che il ricordo di questo tipo di strana operazione che, quanto meno, non poteva definirsi diversamente se non come “assai singolare”.
Passarono le ricorrenze dei morti ma, in quell’anno, pare che nessuno abbia comperato crisantemi, tant’è che la Filiale subì la prima “sofferenza”. Le rare volte che mi incontro con un altro collega, il dott. Giusti, (quindi non il direttore di allora), abbiamo un transfert su questo evento e giù a ridere..
Da quella volta questo fiore, anche se al Nord, è considerato un fiore al pari di una rosa od altro da regalare anche durante i compleanni, a me fa sempre un certo effetto. Al suo posto, preferisco mi venga offerto un “prossecchino” fresco dato che, in quelle zona, questo vinello bianco la fa da padrone rispetto a certi fiori… che non vorrei mai fossero usati per onorarmi presso l’ultima dimora.

Arnaldo De Porti - luglio 2010

 
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