Il precariato è un tema scottante e molti giovani ne sono ustionati, le pomate in quel caso non servono, serve trovare un posto e per il posto se non conosci il Padreterno o Passera (sono un po’ la stessa cosa) nisba! Così la pensano i cugini Gatti, Achille e Franchino, giovani seri, diplomati e… disoccupati.
Ma un bel dì arriva la fortuna: su internet una non meglio definita Spett. Spettre cerca stagisti per un lavoro “top secret”. La cosa è poco chiara, puzza di losco, ma tant’è… certo il rischio non è il loro mestiere, non hanno il fisico dei bronzi di Rialto, ma la cosa ha il suo fascino, allora “ok, o la va o la spacca”. Regole d’ingaggio: usare il nome in codice e parlare inglese. Pagamento a missione compiuta. Prima destinazione: Napoli (beh, è andata di culo, per adesso nulla di esotico o pericoloso). Insomma tutto ok. Ma… c’è sempre un ma, come insegnano i film di spionaggio: anche il grande Gemsbond ha avuto i suoi imprevisti. A Capodichino le valigie non arrivano.
Allo sportello reclami l’impiegato spiega con tutta calma che i loro luggages possono essere finiti ovunque, anche nel Massacciuset. Consiglia loro di tornare tumorrou, però lui sarà in malattia, perché si sente addosso l’asiatica, ci sarà Jannarone, che non sa l’inglese.
I nostri escono sul piazzale dove si scatena un’asta feroce tra abusivi per trasportarli. La spunta un tale Ciro che li scorazza di qua e di là, gli rifila tutti i CD di Mario Merola e li scarica all’albergo dopo due ore, il tutto per 380 euri… tenkiù!
Il mattino seguente i due decidono di affittare una vettura e si avviano all’aeroporto. Poco dopo vengono bloccati da un corteo di scalmanati che inveiscono contro il governo, lanciando improperi, e mozzarelle scadute. Quando si presentano ai claims, Jannarone sta per chiudere: deve andare all’assemblea dipendenti per la richiesta del prolungamento della pausa pranzo, perché la pizzeria “Ciccillo Vostro”, si è trasferita tre isolati più lontano. Chiede che ritornino tra un paio di giorni. Zerosette (Achille) e Zerootto (Franchino) sono nervosi, non è più possibile aspettare, i tempi della miscion incombono: il dirottamento dell’aereo è fissato per domattina, esattamente alle 7,46. Al diavolo i bagagli!
Zerosette ne approfitta per passare da un barbersciop, dove viene “lavorato” da Pupella, una sciampista curvilinea, coi capelli color Simona Ventura e voce melodiosa; per ora canta Carosone, ma presto diventerà famosa come Ledigaga. Zerosette ne è ammaliato. Il rude 007 sarebbe per tralasciare il mieloso ailoviu e passare a fatti concreti, ma ecco che Zerootto lo richiama al dovere: impari da Gemsbond che le donne certo le spupazza, ma poi concretizza solo a missione compiuta.
Il giorno dopo è il giorno più lungo, lungo come la fila di dimostranti che bloccano l’aeroporto: uotappnet?  Niente, è lo sciopero del venerdì. Molti voli cancellati. Il 7,46 per Trapani (da dirottare su Cuba) è rinviato al pomeriggio. Che fare? Si dirotta o non si dirotta? (…è il bello della diretta).
Per passare il tempi i due entrano da “Ciccillo Vostro”: no, niente risotto, qui solo cozze e altri mitili ignoti. Zerootto si butta avventatamente sulla trota salmonellata, un piatto sospetto che purtroppo sfugge al suo ceccontrol. Ha la fronte tutta imperlinata di sudore: al Pronto Soccorso, e la caposala gli pratica un focoso quanto inutile bocca a bocca. Per fortuna qualcun’altro interviene: tre supposte effervescenti provvedono allo sgombero. Ma ormai la caposala lo ha adocchiato e prosegue con pratiche di rianimazione che lo attizzano parecchio. Franchino (al diavolo il codice!) è preso dalla vibrazione fatale, è quasi cotto, si è scordato la miscion, vuole andare a vivere con lei a Marechiaro, a pescare le cozze.
Ma la Spettre vede ovunque, non è mica fatta di gente loffia ma di spie spietate che sanno come lisciare il pelo ai Gatti. Manda giù due ceffi brutali di brutto, esperti in arti marziane, che li strizzano a dovere e gli rifilano un kit esplosivo per far saltare il San Paolo. Obiezione: “Scusate, ma ci deve essere un equivoco, noi siamo stagisti, non stragisti… e poi, se permettete, il Napoli dove va a giocare?” Risposta: “ Qui, bambocci, non si fanno pugnette, al lavoro, altrimenti finite nella piscina dei caimani”.
Ormai i cugini sanno di essere localizzati, il satellite non li perde d’occhio: escono solo di sera, ma a un tratto il buio viene rischiarato da un inferno di fuoco. “Sono i famosi botti di Piedigrotta!” pensano, quando vengono investiti da colpi di mitragliette e pistole a canne mozze che sparano come pazze. Si gettano a terra atterriti, poi, rischiando come due kamicazzi, si danno alla fuga inseguiti dai bruti; i Gatti si infilano nel vicolo dei Miracoli e spariscono nella spazzatura. A mali estremi, estremi rimedi: non è il caso di avere la puzza sotto il naso! Un Tir provvede poi a spedirli in discarica. Spariti! I due ceffi sfigati finiscono, come da contratto, nella piscina dei caimani.
Nel contempo il direttivo della Spettre decide all’unanimità: niente più attentati in Italia e in particolare a Napoli, città stupenda ma inaffidabile; troppi scioperi, troppi botti, troppa spazzatura, troppi odori… troppi amori!

 

GIOZ 2012

 

 

 


 

 

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Piazza Scala - giugno 2012