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07/09/2009 Arnaldo De Porti I ringraziamenti di Mirella e Arnaldo
09/08/2009 "Pina" Una richiesta disperata di aiuto (clicca qui per visualizzare i due messaggi di Pina)
04/03/2009 Santino De Marco Ritengo che Lorenzo Milanesi abbia fatto bene a mettere in circolazione il suo lavoro, perchè è giusto che altri possano leggere le storie e le curiosità dei tanti e piccoli centri della Piana. Ho conosciuto Melicuccà (da non confondere con Melicucco) durante un mio soggiorno "lavorativo" svoltosi tra Taurianova, Seminara, Gioia Tauro, Palmi e dintorni. Ho conosciuto posti e gente meravigliosa, affabile e di grande ospitalità , oltrechè ammirare posti bellissimi e panorami stupendi e silenziosi.
Un bravo al collega Milanesi e, non me ne voglia, se approfitto per ricordare un personaggio, nostro conterraneo, forse poco noto: lo scrittore Fortunato Seminara da Marapoti (altro piccolo centro della Piana), appartenente a famiglia contadina, che ho avuto il privilegio di conoscere di persona durante l'anzidetto soggiorno.
Ad maiora !
Un saluto dalla Calabria.
02/03/2009 Arnaldo De Porti Caro Alfredo,non ho gradito l'inutile conflittualità in essere in merito al giornale. Ne sono assai dispiaciuto anche perchè avevo detto con forza che, quando eravamo in banca potevamo sì avere qualche contrasto, ma non certo ora che siamo (almeno speravo !) al traguardo della... serenità e della concordia.
Io sono convinto che nessuno abbia interesse ad un potenziale acuirsi di questa situazione per cui, con tanta schiettezza e razionalità, vorrei augurare che tutto si componga nel migliore dei modi: a volte, quando non è spesso, c'è contrasto anche in famiglia...
Con altrettanta schiettezza voglio anche dire che, a mio parere, il giornale cartaceo di 7-8-10 fogli, anche se scritto bene, e fatto ...meglio, non ha la capacità di legarci in quanto avulso in gran parte, salvo qualche eccezione, dalla nostra vita pregressa, al contrario di quanto invece succede per Piazza Scala, nel quale esiste sempre una tangibile riviviscenza dei nostri sentimenti, del nostro passato professionale; insomma, voglio dire, che NoiComit (quello cartaceo, per intenderci, in quanto faccio confusione di nomi) lo sento più come una rivista elegante in cui si scrive (noblesse oblige) senza alimentare i sentimenti, a volte sedati dopo la quiescenza... Insomma una rivista culturale, ma non di tipo socio-professionale correlato alla nostra specificità. Come ce ne sono tante altre.
Ne è prova provata poi che, quando si fornisce un pezzo un po' più lungo, come è successo a me, questo non trova spazio... anche se il pezzo è di vero interesse per quanto attiene alla nostra esperienza professionale... AA.DD, Cuccia ecc., docent !
Io, riviste della specie ne ricevo tutti i mesi, ma quando le ricevo le metto lì in attesa di...archiviarle., ancora avvolte nel loro celophane.. Con tutto il rispetto per la rivista ed i fondatori.
D'accordo, non tutti quelli della nostra età, hanno familiarità con l'informatica, per cui potrebbero essere esclusi dal leggere Piazza Scala, privilegiando pertanto il cartaceo, ma è anche vero che, al giorno d'oggi, in famiglia c'è quasi sempre un figlio od una figlia che possono prestare l'indirizzo di posta elettronica al padre o alla madre...
Ed inoltre, a parte le fatiche di chi si occupa di un giornale informatico, quest' ultimo è senz'altro quasi privo di costi...
Un po' di esperienza in materia ce l'ho essendo stato in redazione, tanto da aver titolo per dire che, per quanto concerne la rivista cartacea di questo tipo, un po' alla volta, si finisce per non aver più voglia né di farla né di leggerla, in quanto, le gratificazioni iniziali dell'apparire, finiscono poi per ossidarsi come noi...
Ho voluto scrivere tutto d'un fiato queste poche cose, sperando di aver dato un piccolo contributo alla soluzione del caso.
Un abbraccio a tutti, ARNALDO DE PORTI
25/02/2009 Arnaldo De Porti Che noi si sia delle persone di un certo patrimonio culturale, se vuoi anche in parte riveniente da ciò che ci ha insegnato Mamma Comit per molti anni, credo che non ci piova, così come credo che ognuno di noi sia libero di pensarla come gli pare, vuoi in termini professionali, politici, sociali ed anche religiosi. Perchè questo strano preambolo? Semplicemente perchè Piazza Scala, a mio avviso, potrebbe diventare un salotto nel quale si possono intavolare discussioni di ogni genere, anche di natura politica, visto che a noi non resta altro (ma si fa per dire) che osservare ogni giorno come le nostre entrate, non più da lavoro effettivo, subiscono delle variazioni, sempre in negativo, a causa di un andazzo economico-finanziario incapace di stabilizzare il potere di acquisto della moneta, fatto che non ha precedenti nella storia della Repubblica Italiana, nemmeno nel periodo "bulgaro" per l'economia durante il quale i tristemente famosi BOT rendevano intorno al 20 %, determinando rendite parassitarie e danni all'economia reale per scarsità di investimenti. E non si dia la colpa all'attuale congiuntura che investe il pianeta !
Il nostro, diciamocelo senza remore e false ipocrisie, è un patrimonio che, quanto a preparazione ed esperienza, si scosta anni luce da quei quattro "poveri" che ci amministrano e che argomentano quasi sempre in funzione della salvaguardia del potere e non certo in funzione della qualità della vita degli Italiani. Che, forse noi, quanto a cervello, siamo da meno di questi o possiamo invece insegnare loro che, protetti (loro) dallo scudo di una fatiscente sovranità popolare, se la cantano e se la suonano ?
Noi siamo persone di grande esperienza e non possiamo certo star a guardare. A scanso di equivoci, dico subito che non intendo trasformare Piazza Scala in un...partito politico, ma sicuramente in un serbatoio di valori che potrebbe far sentire la sua voce addirittura in campo nazionale. C'è chi può argomentare in campo culturale, chi in campo economico, chi in campo politico e così via...per cui non mi pare sia "cosa buona e giusta", come recita il Vangelo, buttare a mare questo patrimonio.
Per la verità, Piazza Scala, nei suoi obiettivi, ha anche questo, anche se tutto si limita ad una conversazione di salotto fra tutti noi, e non con l'esterno.
Tu, io, gli altri, voglio dire, possiamo rapportarci tranquillamente, e forse anche meglio, con la classe politica attuale che, ora come ora, sta chiudendo la bocca ai giornalisti per indirizzarci verso un autoritarismo che, ogni giorno, ci viene iniettato senza che ce ne accorgiamo.
Aspettiamo l'ultimo secondo per accorgerci che tutto sta precipitando, giorno dopo giorno, che il secondo lodo Alfano rappresenta un bavaglio alla cronaca giudiziaria., in modo da non poter criticare chi sta al potere? Certa stampa e certa politica avrebbero dovuto tutti i giorni, a partire dal 1975, comunicare ogni giorno le imprese di chi ha cultura padronale su tutto, ed invece non l'hanno fatto, anche quando non sono state rispettate sentenze della Corte Costituzionale (466/2002 e altro). Quando hanno vinto le sinistre si è gridato quasi due anni ai brogli; nelle elezioni del 2006 , siamo davvero sicuri che i brogli erano a sinistra? La verità è che dopo il marzo del 1978, tacquero anche i cani in questo Paese , alias giornalisti, e da allora siamo tutti molto più sudditi perché vaghiamo senza sapere molto di quanto ci rotea attorno....
Che ne pensano tutti i nostri colleghi ?
09/09/2008 Giuliano Guazzoni Due anni fa sono passato da Bussana Vecchia, e' vero, ho avuto difficolta' ad arrivarci, grazie anche ad una segnaletica carente. Francamente da come me la avevano descritta alcuni amici mi aspettavo qualcosina di piu', infatti sono rimasto alquanto deluso.
Caro Alfredo, ho veduto si, un paio di ristoranti e due o tre ateliers (eufemismo?), però con le facce che circolavano in quel momento..... poi ho anche avuto modo di assistere a una rissa mica da poco tra stanziali....
Insomma la cosa piu' simpatica che ho trovato è stata la numerosa colonia di gatti randagi.
Forse sono capitato nel momento sbagliato, Un caro saluto Giuliano