Ritengo che Lorenzo Milanesi abbia fatto
bene a mettere in circolazione il suo
lavoro, perchè è giusto che altri possano
leggere le storie e le curiosità dei tanti e
piccoli centri della Piana. Ho conosciuto
Melicuccà (da non confondere con Melicucco)
durante un mio soggiorno "lavorativo"
svoltosi tra Taurianova, Seminara, Gioia
Tauro, Palmi e dintorni. Ho conosciuto posti
e gente meravigliosa, affabile e di grande
ospitalità , oltrechè ammirare posti
bellissimi e panorami stupendi e silenziosi.
Un bravo al collega Milanesi e, non me ne
voglia, se approfitto per ricordare un
personaggio, nostro conterraneo, forse poco
noto: lo scrittore Fortunato Seminara da
Marapoti (altro piccolo centro della Piana),
appartenente a famiglia contadina, che ho
avuto il privilegio di conoscere di persona
durante l'anzidetto soggiorno.
Ad maiora !
Un saluto dalla Calabria.
02/03/2009
Arnaldo De Porti
Caro Alfredo,non ho gradito l'inutile
conflittualità in essere in merito al
giornale. Ne sono assai dispiaciuto anche
perchè avevo detto con forza che, quando
eravamo in banca potevamo sì avere qualche
contrasto, ma non certo ora che siamo
(almeno speravo !) al traguardo della...
serenità e della concordia.
Io sono convinto che nessuno abbia interesse
ad un potenziale acuirsi di questa
situazione per cui, con tanta schiettezza e
razionalità, vorrei augurare che tutto si
componga nel migliore dei modi: a volte,
quando non è spesso, c'è contrasto anche in
famiglia...
Con altrettanta schiettezza voglio anche
dire che, a mio parere, il giornale cartaceo
di 7-8-10 fogli, anche se scritto bene, e
fatto ...meglio, non ha la capacità di
legarci in quanto avulso in gran parte,
salvo qualche eccezione, dalla nostra vita
pregressa, al contrario di quanto invece
succede per Piazza Scala, nel quale esiste
sempre una tangibile riviviscenza dei nostri
sentimenti, del nostro passato
professionale; insomma, voglio dire, che
NoiComit (quello cartaceo, per intenderci,
in quanto faccio confusione di nomi) lo
sento più come una rivista elegante in cui
si scrive (noblesse oblige) senza alimentare
i sentimenti, a volte sedati dopo la
quiescenza... Insomma una rivista culturale,
ma non di tipo socio-professionale correlato
alla nostra specificità. Come ce ne sono
tante altre.
Ne è prova provata poi che, quando si
fornisce un pezzo un po' più lungo, come è
successo a me, questo non trova spazio...
anche se il pezzo è di vero interesse per
quanto attiene alla nostra esperienza
professionale... AA.DD, Cuccia ecc., docent
!
Io, riviste della specie ne ricevo tutti i
mesi, ma quando le ricevo le metto lì in
attesa di...archiviarle., ancora avvolte nel
loro celophane.. Con tutto il rispetto per
la rivista ed i fondatori.
D'accordo, non tutti quelli della nostra
età, hanno familiarità con l'informatica,
per cui potrebbero essere esclusi dal
leggere Piazza Scala, privilegiando pertanto
il cartaceo, ma è anche vero che, al giorno
d'oggi, in famiglia c'è quasi sempre un
figlio od una figlia che possono prestare
l'indirizzo di posta elettronica al padre o
alla madre...
Ed inoltre, a parte le fatiche di chi si
occupa di un giornale informatico, quest'
ultimo è senz'altro quasi privo di costi...
Un po' di esperienza in materia ce l'ho
essendo stato in redazione, tanto da aver
titolo per dire che, per quanto concerne la
rivista cartacea di questo tipo, un po' alla
volta, si finisce per non aver più voglia né
di farla né di leggerla, in quanto, le
gratificazioni iniziali dell'apparire,
finiscono poi per ossidarsi come noi...
Ho voluto scrivere tutto d'un fiato queste
poche cose, sperando di aver dato un piccolo
contributo alla soluzione del caso.
Un abbraccio a tutti, ARNALDO DE PORTI
25/02/2009
Arnaldo De Porti
Che noi si sia delle persone di un certo
patrimonio culturale, se vuoi anche in parte
riveniente da ciò che ci ha insegnato Mamma
Comit per molti anni, credo che non ci
piova, così come credo che ognuno di noi sia
libero di pensarla come gli pare, vuoi in
termini professionali, politici, sociali ed
anche religiosi. Perchè questo strano
preambolo? Semplicemente perchè Piazza
Scala, a mio avviso, potrebbe diventare un
salotto nel quale si possono intavolare
discussioni di ogni genere, anche di natura
politica, visto che a noi non resta altro
(ma si fa per dire) che osservare ogni
giorno come le nostre entrate, non più da
lavoro effettivo, subiscono delle
variazioni, sempre in negativo, a causa di
un andazzo economico-finanziario incapace di
stabilizzare il potere di acquisto della
moneta, fatto che non ha precedenti nella
storia della Repubblica Italiana, nemmeno
nel periodo "bulgaro" per l'economia durante
il quale i tristemente famosi BOT rendevano
intorno al 20 %, determinando rendite
parassitarie e danni all'economia reale per
scarsità di investimenti. E non si dia la
colpa all'attuale congiuntura che investe il
pianeta !
Il nostro, diciamocelo senza remore e false
ipocrisie, è un patrimonio che, quanto a
preparazione ed esperienza, si scosta anni
luce da quei quattro "poveri" che ci
amministrano e che argomentano quasi sempre
in funzione della salvaguardia del potere e
non certo in funzione della qualità della
vita degli Italiani. Che, forse noi, quanto
a cervello, siamo da meno di questi o
possiamo invece insegnare loro che, protetti
(loro) dallo scudo di una fatiscente
sovranità popolare, se la cantano e se la
suonano ?
Noi siamo persone di grande esperienza e non
possiamo certo star a guardare. A scanso di
equivoci, dico subito che non intendo
trasformare Piazza Scala in un...partito
politico, ma sicuramente in un serbatoio di
valori che potrebbe far sentire la sua voce
addirittura in campo nazionale. C'è chi può
argomentare in campo culturale, chi in campo
economico, chi in campo politico e così
via...per cui non mi pare sia "cosa buona e
giusta", come recita il Vangelo, buttare a
mare questo patrimonio.
Per la verità, Piazza Scala, nei suoi
obiettivi, ha anche questo, anche se tutto
si limita ad una conversazione di salotto
fra tutti noi, e non con l'esterno.
Tu, io, gli altri, voglio dire, possiamo
rapportarci tranquillamente, e forse anche
meglio, con la classe politica attuale che,
ora come ora, sta chiudendo la bocca ai
giornalisti per indirizzarci verso un
autoritarismo che, ogni giorno, ci viene
iniettato senza che ce ne accorgiamo.
Aspettiamo l'ultimo secondo per accorgerci
che tutto sta precipitando, giorno dopo
giorno, che il secondo lodo Alfano
rappresenta un bavaglio alla cronaca
giudiziaria., in modo da non poter criticare
chi sta al potere? Certa stampa e certa
politica avrebbero dovuto tutti i giorni, a
partire dal 1975, comunicare ogni giorno le
imprese di chi ha cultura padronale su
tutto, ed invece non l'hanno fatto, anche
quando non sono state rispettate sentenze
della Corte Costituzionale (466/2002 e
altro). Quando hanno vinto le sinistre si è
gridato quasi due anni ai brogli; nelle
elezioni del 2006 , siamo davvero sicuri che
i brogli erano a sinistra? La verità è che
dopo il marzo del 1978, tacquero anche i
cani in questo Paese , alias giornalisti, e
da allora siamo tutti molto più sudditi
perché vaghiamo senza sapere molto di quanto
ci rotea attorno....
Che ne pensano tutti i nostri colleghi ?
09/09/2008
Giuliano Guazzoni
Due anni fa sono passato da
Bussana Vecchia, e' vero, ho avuto
difficolta' ad arrivarci, grazie anche ad
una segnaletica carente. Francamente da come
me la avevano descritta alcuni amici mi
aspettavo qualcosina di piu', infatti sono
rimasto alquanto deluso.
Caro Alfredo, ho veduto si, un paio di
ristoranti e due o tre ateliers
(eufemismo?), però con le facce che
circolavano in quel momento..... poi ho
anche avuto modo di assistere a una rissa
mica da poco tra stanziali....
Insomma la cosa piu' simpatica che ho
trovato è stata la numerosa colonia di gatti
randagi. Forse sono
capitato nel momento sbagliato, Un caro
saluto Giuliano