Fisco tra genitori e figli

Consulenza fiscale a cura di Pasqualino Pontesi, Dottore commercialista.
 

 

 

Detrazione figli

Deve essere obbligatoriamente ripartita al 50% tra i genitori a meno che uno non sia a carico dell’altro. La detrazione può anche essere attribuita interamente a chi, tra i due, possiede il più alto reddito. Questa soluzione conviene se uno dei genitori ha un reddito tanto basso che, per effetto di oneri o altre detrazioni, non ha alcuna Irpef dovuta. In caso di separazione legale, annullamento, scioglimento e cessazione degli effetti civili del matrimonio la detrazione per il figli spetta al genitore affidatario. Se l’affidamento è congiunto o condiviso la detrazione, in assenza di diverso accordo, è al 50% tra i genitori. E’ considerato a carico il figlio e/o il coniuge che non possiede redditi superiori a 2.840,51 euro.

Locazione

Il contratto di locazione stipulato per studenti iscritti ad un corso di laurea presso un ateneo ubicato in un comune diverso da quello di residenza consente una detrazione Irpef del 19% fino ad un importo non superiore a 2.633 euro. L’immobile  oggetto della locazione deve essere situato nello stesso comune in cui ha sede l’università o in comuni limitrofi, deve essere distante almeno 100 Km dal comune di residenza dello studente e trovarsi in una diversa provincia. Il contratto deve essere stipulato o rinnovato ai sensi della legge 9 dicembre 1998 n° 431. La detrazione spetta ai genitori se il figlio è a carico. Se in un appartamento vi sono più studenti universitari, ma il contratto di locazione è stipulato solo da uno, la detrazione Irpef del 19% del canone di affitto non può essere usufruita dagli altri studenti, neanche se contribuiscono a pagare la pigione. Lo studente non intestatario del contratto di locazione non può neanche defalcare il canone se stipula un contratto di subaffitto con lo studente indicato nel contratto poiché, ai fini della detrazione, la sublocazione non è riconosciuta dalla rigida normativa fiscale.

Laurea

I neo laureati che non hanno ancora iniziato a lavorare e non sono iscritti a una forma obbligatoria di previdenza possono chiedere il riscatto della laurea. I contributi possono essere detratti dal familiare di cui si risulta a carico. Il genitore può quindi defalcare dall’Irpef  il versamento effettuato ai fini del riscatto della laurea del proprio figlio. In tal caso i contributi sono però detraibili e non deducibili. Ciò sta a significare che il risparmio, in termini di minore Irpef, è inferiore a quello che otterrebbe il figlio pagando personalmente il riscatto della laurea non appena trovato un posto di lavoro. La convenienza dell’operazione da effettuare va, di conseguenza, ponderata con particolare attenzione. Il pagamento per il riscatto può essere rateizzato, senza l’applicazione di interessi, fino a 120 rate mensili.<<<<<

 

Articolo pubblicato su “il Quotidiano del Sud” di domenica  26 febbraio 2015


 

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