i "Racconti di vita vissuta" sono tratti da storie vere    

 

Amanda si destreggiava con i tacchi sull'acciottolato di via Fiori Chiari, nella Brera affollata delle notti di estate. Aspettava l'uomo che le piaceva e che le aveva dato appuntamento lì, tra la gente cosmopolita della sera, tra le bancarelle di borsette e di tappeti, tra i venditori di rose e di cappelli. Era arrivata in anticipo, si era pentita di aver messo quella gonna stretta con un piccolo spacco dietro. Le riusciva ancor più faticoso avanzare senza mostrare imbarazzo. Doveva ingannare l'attesa. Vide alcuni tavolini bassi, con un mazzo di tarocchi e una candela accesa al centro di ognuno di essi e, per ognuno di essi, qualcuno stava seduto su una piccola sedia, una donna o un uomo, in attesa, nella penombra. Erano chiromanti, cartomanti. Qualche cartellino indicava: Passato, Presente e Futuro. Sulle tariffe erano tutti allineati sui 10 euro. Intorno a ogni tavolo c'era una sgabello, piccolo come quello di chi suona il piano, da campeggio, di tela a strisce. Tanti sgabelli vuoti erano lì, per i clienti che si aspettavano.

Amanda ne adocchiò uno. Al tavolino stava una vecchia chiromante, larga di busto, con tanti capelli neri e un foulard rosso che in parte li nascondeva. Aveva due occhi neri penetranti, che parevano illuminarsi a ogni sguardo, così in contrasto con una giovane donna come Amanda, bionda, con occhi azzurri sull'incarnato pallido. La chiromante spense il mozzicone di sigaro che teneva in mano e le fece cenno di accomodarsi. Lei si sedette lì, a fatica, per via della gonna e dei tacchi. Teneva le ginocchia unite. Era inevitabile. Sotto le ginocchia, le lunghe gambe si allargavano, i talloni si allontanavano e le punte delle scarpe si univano. In questa scomoda posizione, sì sistemò su quel piccolo sgabello che rasentava il selciato. Si mise la pochette in grembo e guardò la donna. Sollevò il cartello di cartone e le disse: "Passato e Futuro non mi interessano, voglio vivere adesso, sono qui per incontrarmi per la prima volta con un uomo di cui sono presa e che vorrei tanto abbracciare... ma ho poco tempo!".

"Non esiste un problema di tempo" disse la chiromante "Esiste la mancanza di volontà. Perché, quando tu lo vuoi veramente, il tramonto diventa alba, il lunedì diventa sabato e un momento come questo diventa un'opportunità!".

"Parlami dell'opportunità di questo momento, allora" replicò Amanda.

"Come ti chiami?" le chiese la vecchia.

"Mi chiamo Amanda e la persona che aspetto si chiama Angelo".

"Vorresti baciarlo questo bell'Angelo, tanto per cominciare, immagino...".

"Oh sì, per stasera mi basterebbe baciarlo e basta, soltanto dopo potrei sperare di più".

"Cosa vuoi sapere da me allora: se tutto andrà bene, se riuscirai a conquistarlo?".

"Sì, vorrei conquistarlo con un bacio, un bacio perfetto che irradia l'amore".

"Un bacio che stimoli tutto il tuo corpo oppure quello che tocca la tua anima o entrambe le cose?".

"Entrambe le cose, se deve esser perfetto" rispose Amanda "Ma non so se esista davvero. Forse è solo un nome, un bel nome, o forse un'aspirazione, un miraggio, non essendo di questo mondo la perfezione".

"La leggenda narra... " proseguì la chiromante con una cantilena adatta ad accompagnare parole imparate a memoria "narra di un bacio, che era quello promesso dalle sirene a Ulisse. Ma non era un vero bacio perfetto: era l'arte sopraffina, quella della seduzione, che consentiva a quelle donne di pesce codate di nutrirsi dei poveri marinai che, sventurati, si imbattevano nel loro canto soave".

"Qual è dunque il vero bacio perfetto?".

"Amor che nullo amato amor perdona... lui sì, l'Amore, può dare il contributo e la giusta via nella ricerca del bacio perfetto. Il santo graal degli amanti è una ricerca estenuante e difficoltosa e, raramente, porta a trovare quel bacio tanto raro. Si racconta poi che Orlando abbandonò il suo senno quando perse il sapore di quel bacio e che la Luna raccolse quanto di saggio aveva perduto! Perciò la tua ricerca può essere anche pericolosa e fonte di travagli nel corpo e nella mente. La prima domanda che ti devo fare è allora: Vuoi davvero trovare il bacio perfetto? Sei disposta a mettere in gioco la tua stessa anima?".

"Sì, lo sono!" disse Amanda serrando gli occhi per rivedere, con la memoria della mente, il viso e il sorriso del suo Angelo.

"Bene, preparati ad addentrarti nei sinuosi meandri della fantasia e dei sogni, dove forse si trova nascosto! Se non hai paura del senso di vuoto, che si respira nella Luna, se non hai paura dell'esilio dell'anima dal tuo corpo, del senso di freddo implacabile, allora tieni pure chiusi gli occhi, il viaggio è cominciato".

Amanda riuscì ad allungare le gambe e ad assumere una posizione più comoda. Si rilassò mentre la sua mentore la preparava.

La vecchia distese le sue braccia e strinse le spalle della giovane donna come per creare una simbiosi. Quindi proseguì: "La prima cosa da capire è che non esiste il luogo del bacio perfetto. O per lo meno il posto fisico, fosse esso un piccolo paese di montagna, con i suoi tetti di scura ardesia, piuttosto che un grigio palazzo privo di stile in città. In ogni angolo esso può celarsi, così come in nessun posto del mondo conosciuto".

"Ma allora dove si nasconde?" Amanda era confusa ma suadente come ogni giovane donna pronta per l'amore.

"Eppure è così semplice!" concluse la chiromante "Non si trova fuori di noi, ma alberga dentro il nostro ardore. E' lì da sempre, non si è mai mosso, o non ancora, se mai lo hai trovato. Dorme nel suo giaciglio di rose, senza far rumore, tanto che ad ascoltarlo sentiresti solo il cuore tuo che batte, ma non il suo respiro. Ma se non lo senti, né puoi vederlo, è facile dubitare della sua stessa esistenza e, allora, ecco che già c'è chi rinuncia alla sua ricerca. Nessuno ama rincorrere fantasmi, piuttosto è preferibile fuggire da essi. Ma il bacio perfetto esiste davvero. Non fermarti alla prima difficoltà e chiama sogni quei fantasmi!".

Quando Amanda riaprì gli occhi, la chiromante era scomparsa. Un po' stordita, si rese di nuovo conto di essere seduta tra la gente della Brera notturna, ma non dimenticò la conclusione del bacio perfetto che le era stata spiegata. Amanda aveva capito che il bacio perfetto è nei nostri sogni come nei propri sogni era quell'uomo perfetto che si chiamava Angelo. Si alzò, si tolse le scarpe da sera, e ritornò sui suoi passi ... camminò con moderata fretta perché sapeva che, in quella notte d'estate, avrebbe dovuto... sognare.

 

 

 

Massimo Messa (Milano)

 

 

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Piazza Scala - luglio 2015